Come smettere il lutto per la morte del proprio animale è una domanda che, di tanto in tanto, ricevo via e-mail. Le persone sentono che è arrivato il momento di voltare pagina, ma c’è ancora qualcosa che non riescono a lasciar andare. Spesso si tratta di idee, pregiudizi, auto giudizi sul come e sul quanto sia giusto soffrire per il proprio animale “se veramente lo hai amato“. Nel mio percorso di coaching “Animali nel cuore”, il focus è sulla consapevolezza e sul sentire della persona. Questo porta, con naturalezza, il cambiamento a manifestarsi, senza forzature o giudizi. La persona sente dove si trova e capisce in autonomia come può iniziare a pensarsi, da adesso in poi.

Primo piano/ Figura Sfondo: cosa vuole emergere?

Pensa alla tua situazione come ad un gioco di proiezioni. Quello che vedi è una porzione di ciò che esiste realmente in tutto il tuo quadro. Quello che vedi è ciò a cui dai importanza però non significa che, oltre a quella figura, non ci sia niente. Anzi! Il punto è capire se puoi permetterti di vedere le altre figure, se puoi autorizzarti a vedere l’insieme o le sfumature. A volte ci si incancrenisce su una figura perché è l’unica che vogliamo vedere, anche se possiamo coglierne altre. In questa volontà, ci sono modalità di comportamenti, significati importanti, sensazioni fisiche e imperfezioni che potrebbero generare talenti.

Nel lutto, questo “gioco” di prospettiva si tramuta in ciò che hai davanti agli occhi (per esempio il “dover restare nel lutto per dimostrare agli altri quanto amavi il tuo animale”) e quanto lasci nello sfondo ( la voglia di alleggerire, divertirti, lasciartelo alle spalle, andare oltre). Fra l’una e l’altra “forma”, c’è il tuo significato e ci sono le modalità con cui ti confronti con i giudizi interni ed esterni, le pressioni sociali, le aspettative familiari e, non ultimo, il tuo reale volere.

Come si smette il lutto?

Per quanto non sia più un’attività praticata, smettere il lutto può essere sia una scelta silenziosa, sia un rituale manifesto, sia una dichiarazione verbale di potere e di senso. Una volta, si portava il lutto per un anno vestendosi di nero ed evitando il matrimonio successivo. Oggi anche il “portare il lutto” è una “cosa superata”. Eppure l’anima ha bisogno dei rituali di passaggio, sia che si tratti di vedovanza, sia che si tratti della fine di un legame con una persona o con un animale o un lavoro o un progetto. Le ritualità di inizio e di fine segnano un viaggio e aiutano la persona a diventare qualcosa di nuovo, ad onorare le gesta eroiche del passato e a dare valore a ciò che abbiamo avuto la forza di realizzare nel nome dell’Amore.

3 idee per smettere il lutto del tuo animale con etica e rispetto

Ognuno sceglie per sé come vuole segnare la fine del proprio lutto. Se i rituali di passaggio non sono esperienze che ti risuonano, puoi scegliere la creatività come strada per concludere l’elaborazione.

  1. Ritagliati uno spazio per dipingere il ciclo della vostra esperienza insieme, inserendo le immagini di tutti i momenti importanti che avete condiviso. Incornicialo e appendilo nel tuo luogo dei ricordi.
  2. Crea un cartellone con le vostre foto più belle e, come didascalia di ognuna, scrivi che cosa ti ha insegnato quell’esperienza.
  3. Pianta un Ginko Biloba in ricordo e crea il suo Spazio del Ricordo, in modo tale che, per sempre, ci sarà un luogo di preghiera d’anima dove la vita nasce e rinasce.

Se vuoi elaborare il lutto con il mio aiuto, candidati al percorso da qui.

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