Lutto Animale

Come vivere il Natale, dopo la perdita dell’animale d’affezione

Aspettando il Natale, dopo la perdita dell’animale d’affezione, ci si può ritrovare dentro a un vortice di solitudine molto forte. Infondo, per diversi anni, hai aspettato il Natale insieme a quell’animale d’affezione così speciale. Che fosse un cane, un gatto, un cavallo o i cosiddetti “nuovi animali d’affezione” come i maialini, gli asini e i conigli, il Natale era quel momento spensierato da vivere insieme. E’ proprio intorno alla parola “insieme” che nascono i ricordi. Per questo, aspettando il Natale dopo la perdita dell’animale d’affezione, ci si può sentire nostalgici.

Come aspettare il Natale vivendo il lutto animale

Aspettando il Natale, vivi una sessione gratuita di auto coaching per trasformare il vuoto della perdita del tuo animale d’affezione

Io non lo so se per te il Natale è una festa che conta, che significa; se sei felice quando lo festeggi, se ti pesa, se ti è indifferente. So, però, che vivere il primo Natale senza il tuo Amato Animale, per quanto tu possa detestare questa festa, fa comunque “male”. Manca, d’altronde. Manca il tuo animale, manca la compagnia, la condivisione, la bellezza di voi due nella neve o nella nebbia, a vivere avventure con gli sci o abbuffate di goulash e polenta, cioccolata calda e zucchero filato.

Ora hai a disposizione una scelta molto concreta, che può cambiare il modo con il quale affronti questo periodo. Cioè puoi scegliere se lasciarti vivere o se vivere attivamente il momento. Non si tratta di una decisione banale perché la tua scelta farà la differenza fra il subire il momento o il viverlo dando spessore alle tue azioni. Uno spessore d’amore, concreto, profondo, simbolico, attivo, rigenerativo.

Perdere l’animale d’affezione a Natale

Una delle situaizoni più dolorose è proprio perdere il proprio animale d’affezione a Natale o durante il periodo natalizio. Cala un muro di tristezza, tutto perde senso, si spegne la volontà di incontrare gli altri e di gioire. D’altronde, come potresti gioire se hai la morte nel cuore, se le tue lacrime escono di frequente e ti senti giudicata da chi hai intorno perché stai piangendo “solo per un animale“?

Il Natale, ricordalo, non è solo un momento di gioia, regali, confusione, felicità obbligata. E’ anche un momento di nascita, di contemplazione, di spiritualità, di ascolto profondo dell’amore che si manifesta. In questo, la tradizione cristiana e le Sacre Scritture possono dare un concreto aiuto spirituale per guardare al ciclo di vita con uno sguardo più espanso rispetto a ciò che la tristezza oggi ti mostra.

Il Natale è un atto d’amore che si manifesta quindi ti chiedo: come puoi manifestare il tuo amore a Natale? Cosa potresti fare per farti dono d’amore per te?

Come vivere il Natale, dopo la perdita dell’animale d’affezione

Come coach ad ispirazione gestaltica, per me, la perdita del proprio animale d’affezione non è un disturbo della personalità emerso. Nel mio lavoro, attraverso il lutto animale non viene mai diagnosticata una qualche dipendenza affettiva o altro genere di fatica individuale nel lascir andare. Io non faccio diagnosi ma aiuto a cogliere il potenziale delle situazioni che ci accadono, persino quando tolgono, chiudono, spengono amore.

Come coach, per me, il lutto animale, anche a Natale, è l’opportunità, per la persona, di ascoltarsi e riconoscersi. Ti chiedo di respirare in te e di rispondere a queste domande:

  • Come vuoi TU vivere il tuo Natale?
  • Quanto non vuoi partecipare al Natale?
  • Quando hai smesso di desiderare il Natale?
  • Quanto vuoi recuperare la tua relazione con il Natale?
  • Che forma vuoi dare all’amore per il tuo animale … a Natale?

Il lutto animale a Natale può essere un momento creativo intimista, sta a te scegliere come modellare le tue emozioni in una forma nutriente per la tua vita.

Se ne vuoi parlare di persona e se vuoi sperimentare il mio coaching per il lutto animale, puoi prenotare la tua sessione individuale di prova insieme. Il Natale è una occasione per esplorare l’amore nel tuo cuore, ci hai mai pensato?

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