Lutto Animale

Ho paura che il mio cane muoia senza di me

E’ atavica e irrazionale eppure, quando la frase: “Ho paura che il mio cane muoia senza di me“, risuona nel tuo cuore significa che hai bisogno di te stess*.

La paura della morte del tuo cane spesso è la paura di perdere l’amore, la paura di tornare nell’assenza, nel vivere la fisicità di un vuoto da nutrimento. Perché la presenza e l’amore del tuo cane – ma degli animali in generale – è qualcosa che va a riempire quei crateri nel cuore laddove altre assenze facevano e fanno più rumore. A volte, la paura che il cane muoia avviene quando il cane è in perfetta salute, magari persino giovane. Eppure, nella persona c’è il tarlo del dubbio sul futuro, la sfiducia nella capacità di prevenire, proteggere, difendere qualcuno di caro da qualcosa di irreversibile. In questo articolo, oggi cercherò di accompagnarti all’ascolto di cosa si muove dentro la paura di perdere il tuo cane.

Lascia che mi presenti: sono Carolina Venturini, petloss coach, una coach che aiuta chi ha perso o sta perdendo il suo amato animale a credere in sé stessa/o e nella propria capacità di reggere le situazioni e il futuro. Lo faccio con il mio percorso di coaching collaudato e trasformativo, che si basa sul medoto della Gestalt come ispirazione del cambiamento. La paura di perdere l’amato cane, la paura che il cane muoia e di non essere presenti, di non poter fermare il tempo è una paura frequente, importante. Diamogli valore insieme e capiamo come gestirla in maniera utile per te. Benvenuta/o nel mio blog: è il mio strumento gratuito per aiutarti a reggere le situazioni.

Dati di realtà vs. ansia

La prima cosa da considerare è l’oggettività della situazione: il tuo cane corre oggettivamente il rischio di morire? Quando dico “oggettivamente” intendo dire, a livello matematico, se questa opzione è plausibile oppure no. Com’è, per te, fidarti dei dati oggettivi? Certo, la vita ha i suoi lati imprevedibili ed è vero che “ogni giorno è buono per morire“, ma oggi, in questo momento, la realtà che stai affrontando è una realtà di fine vita oppure si tratta delle tue emozioni? Perché c’è differenza fra realtà e fantasia, fra pensiero critico e ansia lievitata nella testa.

Se il tuo cane sta oggettivamente bene, è in buona salute, si trova in un luogo sicuro, con persone fidate e con una gestione tutto sommato sensata, che cosa ti spaventa così tanto da indurti a pensare al peggio? Questa modalità di pensiero riguarda solo il tuo cane oppure accade anche in altri ambiti della tua vita?

Questi pensieri hanno diverse gradazioni di “ingigantimento della realtà” e, a seconda delle modalità, si può parlare di disturbo della personalità oppure di un approccio insicuro alla vita. Senza entrare nelle dinamiche psicologiche che portano una persona verso un’ansia eccessiva o un’insicurezza profonda, ci soffermiamo sulle cose pratiche, tipiche del coaching.

  • Che cosa fai quando vivi questa paura?
  • Che cosa eviti quando vivi questa paura?
  • Quanto vuoi tenere attiva e nutrita questa paura?

Il coaching parla alla parte potenziale di te ed è per questo che ti invito a guardare alle tue azioni, lasciando da parte le emozioni per un momento. Perché dentro al tuo fare, ci sono molte risposte risolutive.

Il potere di controllare la vita

Siamo esseri umani, non abbiamo il potere di controllare ogni aspetto della vita. Non accade per le persone, non accade con gli animali. Il punto è che cosa significa per te controllare, quali effetti ha nella tua realtà.

Se tu smettessi di controllare l’imprevedibile, che cosa accadrebbe?

Di solito, quando una persona cerca il controllo dell’imprevisto, questo accade perché in altri momenti del suo esistere ha subito le conseguenze delle imprevedibilità. Si tratta di protezione, di prevenzione, di tutela, talvolta ai massimi livelli.

Davvero ti serve, oggi, questo elevato antivirus che hai attivo verso la vita e dentro la relazione con il tuo cane? Permettimi: non è vero che se lo fai è perché ti serve. Lo fai perché significa qualcosa per te. La senti la diversità? Le persone agiscono anche random, di default, perché sono abituate così, per inerzia. Mettere il focus sulle azioni, spesso, fa aprire gli occhi sulle conseguenze, sul cosa genera il produrre un determinato comportamento, dentro e fuori la persona.

“Ho paura che il mio cane muoia senza di me”

Ti sei mai chiest* che cosa stai generando ogni qualco volta pensi o promunci questa frase? Quali azioni o non azioni, in te e negli altri? Quanta attenzione, quante parole, quanta importanza?

Al contrario, quando l’assenza, l’indifferenza? Questo ti porta a riflettere sulla qualità delle tue relazioni. Vivi empatia oppure superficialità, se non snobbismo?

Queste domande vogliono aiutarti a guardare di cosa ti contorni perché tutto questo produce la persona che sei quando sei con il tuo cane. Influenzando come sei, ha un impatto sulla qualità del vostro vivere.

Quante cose vi neghi di vivere a causa di tutto questo?

La morte è un evento naturale che, per quanto destabilizzante e doloroso, riguarda tutti, prima o poi. Ognuno di noi si troverà a confronto con lei e la speranza è che ci si possa arrivare avendo compiuto il proprio viaggio sulla terra con intento.

Anche gli animali hanno i loro compiti sulla terra; quando muoino, entrano in uno spazio di transizione dove possono scegliere, mano a mano che si elevano fra gli esseri della luce, come continuare ad essere soffio di vita. Gli animali non temono la morte anche se, a volte, questa arriva troppo presto, con dolore, all’improvviso.

Quello che puoi imparare dagli animali è vivere il presente. Vivere per davvero. E, se fai fatica a goderti la vita fino in fondo, io sarò felice di aiutarti a fare un tratto di strada dentro di te attraverso il coaching. Perché ogni vita merita di essere vissuta e ogni relazione con un cane ha il diritto alla libertà dalle catene dell’ansia.

L’ansia stessa ha il diritto all’accoglienza e alla liberazione da sé.

eutanasia animale o morte naturale

La paura di essere presente fino in fondo quando il tuo cane muore

Ci sono persone che temono di non riuscire a reggere la vista della morte del proprio cane (o altro animale). Persone che delegano al veterinario e che si rifiutano anche di prendere le ceneri. Persone che, pur amando immensamente, preferiscono il peso di sentirsi “traditori” piuttosto che vedere la vita sciamare via dal respiro del proprio pet.

Il mio invito è di guardare non tanto e non solo a questa paura, ingigantendola. Guarda, piuttosto, a quanto ti pensi debole e senza risorse. Guarda a cosa succede nella tua vita tutte le volte in cui riproponi questo copione di comportamento.

Sono con te e sono al tuo fianco. Se senti di averne necessità, valuta il mio percorso di coaching per superare questo momento. Puoi trovare tanta forza in te, se te lo permetti. Ti aspetto!

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