Non prederò mai più un cane!“: sì, lo dissi anche io quando persi Mercurio e, certe volte, lo penso ancora. Perché il lutto che ho vissuto per il mio alaskan malamute è stato devastante e perché penso che nessun altro malamute possa equiparare le esperienze di vita che facevo con lui. Certo, potrei andare nei boschi ugualmente. A me manca tutt’ora – e mi è mancato molto in passato – il suo specifico e speciale sguardo. Come lui vedeva il mondo. Ciò che lui era in grado di mostrarmi nella sua splendida selvtichezza, nel suo essere indomito e non compromettibile con alcunché.

Più di una volta ho pensato: “Chissene frega di un altro cane. Rivoglio indietro il mio! Rivoglio Mercurio!

Ti dico questo per farti capire che il tuo pensare: “Non prenderò mai più un cane!” è un pensiero frequente in chiunque abbia perso qualcuno di significante, con cui aveva stretto un legame forte, di simbiosi e di amore profondo.

L’ho vissuto io e lo hanno vissuto le tante persone che, all’epoca, cercavano i parlarmi della loro esperienza di rifiuto di nuove adozioni perché non volevano soffrire ancora così. Arriva un momento in cui, però, ti chiedi se questa scelta ti stia facendo del bene oppure ti stia frustrando qualche parte della tua anima, dei tuoi bisogni connessi con la vita che facevi con il tuo animale speciale, anche oltre lui in senso stretto.

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I tuoi bisogni spirituali nella vita con il tuo animale

Se fossimo vicini, ti chiederei quali sono quei bisogni che assecondavi con il tuo animale. Quei bisogni che erano primariamente tuoi.

Per me, per esempio, un bisogno atavico, salva vita e di grande benessere, era concedermi del tempo libero nella natura guardando cani felici correre insieme ed esplorare il mondo. Per me era uno stimolatore di gioia e mi aiutava a staccare i pensieri. Avevo bisogno di vederli giocare perché io non sapevo giocare e, attraverso lo sguardo, mi univo alla loro gioia di vivere, al coraggio di esplorare, alla potenza del loro vivere autentico.

Come ti ho raccontato nel romanzo “Mercurio. Una storia vera“, la vita naturale e selvatica con Mercurio per me era come un contatto con la Dea Artemide, la divinità della libertà femminile connessa con il mondo naturale. Lì sentivo il mio valore, il mio potenziale. Mi sentivo libera, leggera. Persino bella. Tutte esperienze che, nella vita fuori dai campi e dai fiumi, senza Mercurio, non vivevo. O comunque non così libera dalle “maglie” delle relazioni umane, dai tentacoli.

Quindi, se anche tu pensi: “Non prederò mai più un cane!chiediti quali bisogni spirituali stai sacrificando per proteggerti dalla vita. Perché il rifiuto all’andare oltre l’esperienza con il tuo cane parla ancora di paure profonde, che forse nemmeno ti permetti di riconoscere. Forse, se tu ne parlassi con qualcuno, si attiverebbe anche la paura di essere giudicata/o a causa dei pregiudizi altrui sulla relazione con gli animali.

Non ci sono solo paure dietro a questo rifiuto.

Ci sono anche rabbie e tentativi di gestire ciò che ruota intorno l’avere un cane. Magari l’avere un cane non è stato profondamente condiviso nella tua famiglia e hai dovuto sobbarcarti di tutta la gestione, senza aiuti, senza collaborazione, senza poter contare sul “cambio“. Sei umana/o: a volte si è stanchi, a volte un aiuto serve. Non riceverlo, non averlo ricevuto, ti ha ferito. Ti mette in guardia. Perché ciò che rifiuti non è tanto il cane quanto il tornare nelle stesse dinamiche, dentro e fuori casa.

Prima ti stressavano e ora non vedi, ancora, un cambiamento accettabile, un miglioramento, un ascolto.

Non prederò mai più un cane!“: un aiuto per accoglierti

Il mio consiglio è di stendere tutti i motivi per i quali ti auto dici questa frase e di chiederti quale bisogno spirituale viene custodito da ognuna di esse.

Se preferisci fare insieme questo esercizio, ti invito a conoscere il mio percorso di coaching: sarò lieta di aiutarti a riconsocerti, rispettarti, accoglierti, accettarti e prenderti in carico. La soluzione non è adottare un cane quando non lo senti. La soluzione è darti amore accogliendo le tue fragilità senza giudizio, con rispetto. Se esistono, ti vogliono dire qualcosa.

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