Vivere il lutto è un’esperienza devastante, che accade e con cui dobbiamo farci i conti. Chiunque ne fa esperienza nella vita e, chi lavora con gli animali, raddoppia questi passaggi dolorosi proprio perché gli animali, per natura, vivono meno delle persone.

Essere liberi professionisti significa che il reddito dipende da quello che facciamo.

Nei momenti dolorosi conseguenti la perdita di qualcuno di caro, lavorare può essere faticoso. Non sempre, non per tutti, non in ogni occasione perché non tutti i lutti hanno lo stesso “peso specifico” nel nostro cuore. Ci sono alcuni lutti che gravano e limitano perché ti deprivano di energia, ossigeno. Ti frastornano, ti sbattono a terra e ti trasformano. Quando affronti questo genere di esperienze, la routine del lavoro diventa stretta. C’è bisogno di altri ritmi per poter ascoltare l’anima. Nel buio, la luce di nuove intuizioni prende forma, lacrima dopo lacrima, silenzio dopo silenzio.

Il 2021 è stato, per me, un anno così. Un anno di lutto. Trasformativo in ogni ambito della mia vita. Perdere Mercurio il 21 dicembre 2020 ha rimescolato profondamente le carte e ha, soprattutto, detonato molto potenziale. Mi ha condotto verso quello che reputo il senso ultimo della vita e cioè amare, un amore non romantico ma complessivo, che abbraccia ogni atomo dell’esistenza e degli incontri. Questo articolo nasce con il desiderio di mettere al servizio le lezioni apprese sulla mia pelle tornando libera professionista al 100%.

Permettiti di rallentare

Il contraccolpo emotivo e fisico conseguente l’esperienza di lutto può lasciarti frastornat* , in deficit di sonno, di energie. Potresti aver bisogno di silenzio, di isolamento, di dormire e di riprenderti, soprattutto se la perdita è la conseguenza di una lunga degenza. Oltre al lutto, infatti, può accadere che ti trovi a dover affrontare anche il burn out dovuto alla situazione appena affrontata. Allora, se proprio non puoi fermarti (o non vuoi), concediti almeno degli spazi privati dove poter essere e sentire, dove chiudere gli occhi e non dover dimostrare niente a nessuno, nemmeno rassicurare terzi.

Trova il tuo Senso

La morte è un’esperienza catartica quando ti tocca da vicino e ti cambia la vita perché, qualcuno di importante, viene a mancare. Potresti vivere ancora tanti ricordi e sensi di colpa. Potresti desiderare ardentemente di riavvolgere il nastro. Potrebbero esserci degli elementi incompiuti, da risolvere, da affrontare e tutto questo si aggiunge al tuo stato emotivo. La morte accade anche senza un apparente senso immediato. Ognuno di noi può trovare il suo senso alle cose, al perché e al come sono avvenute.

Condividi la tua esperienza

Forse pensi che a nessuno importi di quello che hai vissuto. La vita va avanti. Tutti hanno le loro “rogne” a cui pensare. Il tuo è un “dolore come tanti, c’è di peggio”. Ecco, se queste sono le frasi che ti dici, sappi che sì, forse qualcuno rispecchia questa tua analisi ma ci sono tante altre persone disposte a condividere e a portare insieme a te una porzione di dolore. Possono essere familiari o anche conoscenti in rete. Ricordati solo che in questo momento sei vulnerabile ed emotivamente condizionabile quindi, qualsiasi cosa tu decida di dire o di vivere, sappi che è filtrata dalla lente del dolore che ora stai vivendo.

Rimanda le decisioni non urgenti ma importanti

Quando l’abrasione da lutto è calda e bruciante, non puoi decidere nulla. Puoi solo renderti conto che ci sono delle decisioni che dovrai prendere e che questo non è il momento sano per prenderle. Sano perché quando il dolore è tanto grande, le motivazioni non sono “lineari”. Ci sono consapevolezze che emergono come lampi di chiarezza ma altre hanno bisogno di decantazione. Datti il tempo, permettiti di prenderti il tempo per ripensare alla decisione quando avrai più elementi a tua disposizione. Questi elementi sono: una mente lucida, un equilibrio più stabile, la consapevolezza di cosa vuoi raggiungere.

Non vergognarti di te: il lutto è una fase

Forse ora non hai le unghie fatte e i peli a posto. Forse preferisci la tuta da ginnastica al tailleur. E’ un momento. Non ti definisce come persona o come “perdente”. E’ solo una fase. Quando sarà il tuo momento (e questo lo puoi sentire solo tu), ritornerai a fare tutto quello che per te è importante, a livello esteriore. Vergognarti di chi sei o di cosa provi è solo aggiungere dolore al dolore. Compassione, amore, tolleranza, accettazione e voglia di vivere saranno gli aiuti che ti potrai dare per affrontare questo capitolo della tua vita.

Se ti fa piacere condividere la tua esperienza, scrivimi a info@carolinaventurini.it. Un grande abbraccio.

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