Il dolore negato. Affrontare il lutto per la morte di un animale domestico” è uno dei pochi testi italiani sul tema del lutto pet. Scritto dallo psicologo, psicoterapeuta, Pierluigi Gallucci, racconta, in appena 42 pagine, la realtà del lutto per la morte del proprio animale domestico. La morte del proprio animale viene affrontata con uno sguardo ovviamente clinico. “Il dolore negato” include alcune riflessioni tecniche nate in sede terapeutica da Pierluigi Gallucci, con i suoi pazienti.

Il percorso emotivo nel dolore negato

Pierluigi Gallucci propone un’immagine molto precisa della curva del dolore negato nel lutto, non riconosciuto, per la morte del proprio animale. In questa curva, la persona affronta nove fasi esperienziali, ognuna delle quali di grande importanza per la rinascita. Le fasi sono:

  • Shock e storidimento iniziale
  • Negazione e rifiuto
  • Rabbia
  • Paura e depressione
  • Tristezza
  • Ricerca di nuovi punti di vista
  • Accettazione
  • Lasciar andare
  • Ricerca di nuove strade

Le fasi non vengono indagate nella loro profondità, ma “Il dolore negato” ne fa fare esperienza al lettore attraverso le testimonianze e le riflessioni dell’autore, Pierluigi Gallucci. Diventa significativo il riconoscimento di questo dolore da parte di uno psicoterapeuta perché il lutto per la morte del proprio animale è un’esperienza che può affiancarsi ad altre esigenze psicologiche importanti, come la cura della depressione, dell’ansia, dei traumi.

Riflessioni personali su “Il Dolore negato”

Leggere questo breve libro è stato interessante perché ha dato dignità e riconoscimento ai vissuti di molte persone e ha messo, nero su bianco, l’esperienza dando voce ai pregiudizi tipici del momento. Le frasi fatte: “Cosa vuoi che sia!”, “Dai, prendine un altro!”, “Era solo un cane, un gatto!”.

Mi sarebbe piaciuto trovare qualche indicazione operativa in più relativamente la gestione del lutto ma immagino che la scelta di tacitare strumenti, tecniche e prassi sia giustificata dal duplice motivo di leggibilità per l’utente comune e il segreto professionale connesso al marketing personale.

Da persona che ha perso un cane, quindi da lettrice tipo, e non solo da professionista che lavora nell’ambito, “Il dolore negato” è un libro che mi ha fatto esclamare: “Che bello, finalmente qualcuno mi ha visto!“. Ci vedo tanto potenziale in questo libro e lo consiglio come lettura che ti permette di dire: “Quello che sto vivendo è reale, esiste e merità dignità, rispetto, cura, amore“.

La differenza tra coaching e psicoterapia nell’affrontare il lutto per la morte dell’animale

Per quanto nel testo “Il dolore negato” non vengono narrati casi clinici (come accade, per esempio, nei libri di Jung e altri autori postumi), emerge la differenza di approccio al lutto.

Nell’ambito della psicoterapia, il lutto pet viene esplorato con le “lenti” della somatizzazione, del sintomo, della diagnosi e delle cause che hanno portato la persona nello stato emotivo e nel blocco in cui si trova. L’indagine e il tipo di aiuto abbraccia il passato e il presente ed è un lavoro di tipo clinico.

Nell’ambito del coaching, il lutto viene esplorato come opportunità di rinascita e di valorizzazione dell’esperienza. Il coaching ad ispirazione gestaltica, resta nell’ambito del presente, delle potenzialità attuali della persona. La morte diventa quell’esperienza di crescita personale, che ti porta un passo oltre il dolore, più vicino a te, senza diagnosi ovviamente.

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