Spesso si sente dire che soffrire per la morte di un animale è un “lutto minore” rispetto al lutto umano. E’ davvero così? Esiste davvero una gradazione di “superiore/inferiore”, “Giusto/sbagliato” quando si ha a che fare con la perdita di un affetto, con la perdita di un individuo considerato famiglia?

Restano delle verità (dati di fatto, consuetudini, leggi), in questi pregiudizi e svilimenti, che possiamo riconoscere, per accogliere.

Vediamo insieme i diversi momenti dell’ultimo saluto per una persona e per un animale e capiamo quali sono le effettive differenze, che generano dei sentire diversi rispetto alla separazione e al lutto.

Prima di procedere, lascia che mi presenti.

Mi chiamo Carolina Venturini, sono petloss coach, aiuto i familiari pet a trasforamre l’esperienza della perdita dell’animale d’affezione (lutto animale, petloss) in rinascita personale, energia e prospettive. Questo blog fa parte dei contributi gratuiti, che ho messo a disposizione nel mio studio digitale, per supportarti nel tuo comprendere cosa stai vivendo. Tra i contributi gratuiti, ti segnalo anche il mio podcast “Animali nel cuore”, in particolare questo episodio, perché parlo proprio dell’argomento che oggi trattiamo in questo articolo.

Quando la morte arriva

In questa fase, non c’è differenza fra esseri umani ed esseri animali. La vita accade nelle sue infinite imprevedibilità, con le sue leggi, con i suoi tempi, nei modi improvvisi e naturali.

Diverso è il discorso per l’eutanasia: per le persone non è ammessa, per gli animali lo è e la presenza dei familiari non è obbligatoria, è discrezionale.

Ci sono persone che affidano l’animale per l’eutanasia al veterinario e non lo vogliono più vedere. Il modo con cui ci si approccia agli ultimi istanti di vita è caratterizzato, sia per le persone che salutano un individuo sia per chi saluta un animale, da un grande mix di emozioni. Queste stesse modalità di comportamenti parlano molto di come, chi resta, è capace di reggere la presenza fino alla fine e di stare nella relazione fino alla sua conclusione.

Entrano in gioco la paura, l’ansia, la voglia di trattanere, il bisogno di fare, di dare, di dire. Arrivano i sensi di colpa, le consapevolezze immediate sul quanto si è stati veramente ingaggiati nella vicenda.

La gestione della salma

In questa fase, le differenze si sentono profondamente.

Le persone possono lasciare il corpo dell’animale dal veterinario e non doversene più occupare. Sarà sufficiente pagare il corrispettivo della struttura e non saranno richiesti altri contributi. La burocrazia sarà espletata dal veterinario. Sarà la struttura a smaltire la carcassa con la cremazione insieme ad altri corpi di animali.

Nel mondo umano, non è possibile del tutto disinteressarsi alle sorti della salma di una persona. L’ingaggio è completo: va chiamato il medico legale, che effettuerà i controlli e redigerà il certificato di morte. Va informato il Comune di residenza, l’INPS, l’Agenzia delle Entrate, il cimitero ospitante. Va scelta la gestione del funerale, della sepoltura o della cremazione. Successivamente, gli eredi si dovranno attivare per la successione dei beni e il saldo di eventuali debiti connessi con l’eredità.

Gli animali non richiedono tutto questo sforzo burocratico: è sufficiente consegnare il certificato di morte all’ufficio competente in Comune e dismettere il microchip, se chippato. Tutti i beni dell’animali restano a disposizione del proprietario, che non dovrà condividerli per obbligo di legge con nessuno e non sarà tenuto a comunicare alcunché agli organi statali riguardo la vita o il decesso dell’animale.

Và da sé che gli animali non lasciano mancati pagamenti, ipoteche, debiti di altra natura sulle spalle del propietario.

Il rito funebre

Le persone hanno il privilegio del rito funebre, gli animali no.

Per le persone è prevista, a seconda delle religioni, una condivisione sociale e comunitaria del dolore per la perdita di un individuo. Per gli animali, qui inizia la solitudine del familiare pet.

Non c’è un prete che permette una veglia, che benedice la salma, che prega o conforta chi resta. Manca una stanza in cui onorare la salma prima della cremazione o della sepoltura. Non c’è un libro firme e non vengono raccolte le offerte per le opere di bene o scelto un cuscino di fiori.

Non c’è il tempo materiale con la bara aperta perché, se la bara viene preparata, di solito è una soluzione casalinga, realizzata a mano dal proprietario ed interrata subito nel giardino secondo le disposizioni comunali.

Per gli animali non è previsto il funerale e il corteo funebre verso il cimitero. Ogni azione di memoria è a discrezione del proprietario e non è detto venga condivisa dalla sua comunità.

Quando l’animale trova sepoltura nel cimitero comune con altri animali, la famiglia può scegliere di salutarlo con gli amici, senza funzione religiosa. L’assenza completa di un rito di commiatto lascia la persona nel suo ardente dolore e questo è uno dei motivi per i quali, nei giorni seguenti, si sta così male.

Non c’è stato modo di elaborare l’accaduto insieme alla comunità, non vi è conforto e ricordo, non ci sono fiori o parole di stima, nessuno fa le condoglianze.

La sepoltura

Per quanto riguarda le persone, i familiari possono acquistare il loculo in relazione con le disponibilità del comune.

I cimiteri per animali non sono presenti in ogni comune e sono servizi privati, messi a disposizione spesso da ditte marmiste, che preparano le lapidi per gli esseri umani.

Per le persone, verrà attivato il lumino, ove richiesto e i familiari che hanno in concessione il loculo per il successivo mezzo secolo dovranno corrispondere al comune una tassa sulla luce. Questa tassa va in eredità, una volta che i parenti vengono a mancare a loro volta. Per la cremazione e la dispersione delle ceneri umane, và concordato con le autorità competenti e può essere fatto se nulla osta a tale pratica.

Per la cremazione dell’animale, invece, è sufficiente recarsi in una onoranza funebre per animali e concordare il ritiro delle ceneri, l’urna di proprio gradimento.

La differenza fra lutto umano e lutto animale risiede proprio in queste diverse opportunità ed interazioni con la legislazione italiana.

Mesiversari e anniversari

Come per il rito funebre, anche per le ricorrenze importanti c’è una grande differenza. Le persone possono chiedere delle messe in onore del proprio caro ad una settimana dalla morte, a un mese, a un anno e può essere attivato anche un ciclo di preghiere (rosario), a sostegno dell’anima del defunto.

Non ci sono servizi analoghi per chi ha perso un animale e, anche se nella Bibbia e nel Vangelo, così come negli altri Testi Sacri, troviamo cenni di rispetto verso l’amore per gli animali, non ci sono pratiche religiose a loro destinate, quantomeno nel mondo cristiano e cattolico. La persona è da sola, con i suoi ricordi, con i suoi anniversari, con il bisogno di parlare e l’impossibilità, a volte, di trovare qualcuno capace di ascoltare.

La differenza fra lutto umano e lutto animale: che cosa è identico

Al di là dei passaggi sociali e burocratici, ciò che è identico è il senso di spaesamento vissuto in entrambi i casi. La percezione del vuoto, della mancanza, la nostalgia, i sensi di colpa postumi, la solitudine quando le persone iniziano a dimenticarsi che sei in lutto, la pesantezza del silenzio, la sensazione di aver vicino l’anima di chi non c’è più.

L’amore non è identico perché dipende da chi abbiamo perso e dalla qualità del nostro ingaggio in quella relazione. L’amore è una variabile personale, diversa per ognuno e non paragonabile a niente e a nessuno. Si tratta di un fatto privato.

La differenza fra lutto umano e lutto animale è che con le persone, fra le persone, si creano, in vita, molti compromessi, conflitti, incomprensioni e con gli animali, questi stessi vissuti, hanno un sapore meno tragico e definitivo. Con gli animali può esistere un perdono e un superamento più facile degli errori mentre con le persone, le mancanze di tatto, rispetto, trasparenza, legalità causano separazioni e distanze abbissali.

Gli animali possono essere perdonati. Le persone, anche in morte, restano confinate nelle loro responsabilità a meno ché non si faccia un viaggio interiore profondo di accettazione e riaccoglienza.

Persone e animali possono restare al fianco di chi resta per moltissimo tempo, più di quello che si pensa e nei modi più sottili che potresti immaginare.

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