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Come scegliere il canale di comunicazione adatto a te

Nella mia vita di professionista della comunicazione, ho seguito più volte libere professioniste alla scoperta del canale di comunicazione idoneo a loro. Spesso non si tratta di una scelta immediatamente strategica e performante. Diventa più la canalizzazione dei propri talenti in favore di uno spazio nel quale ci si sente comodi nel mostrarsi. Per me, per esempio, questo canale di comunicazione è la scrittura. Per qualcun altro, il canale più idoneo potrebbe essere la fotografia o il video. Come scegliere, allora, il luogo, la forma, il contenuto adatto per raccontare il tuo lavoro? Ecco qualche idea ma, prima, se vuoi ricevere qualche spunto di riflessione in più, ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter da qui.

Che cosa vuoi dire?

Sembra una domanda banale ma non lo è. Quando scegli il tuo canale espressivo, prima di decidere in via definitiva, fermati e pensa. Che cosa voglio dire alle persone che mi seguiranno? Quale messaggio voglio far arrivare? Cosa voglio che resti impigliato nella loro memoria? Che competenza voglio che emerga attraverso i miei contenuti?

I contenuti servono a questo: a mostrare quello che sai fare. Coinvolgi con il tuo sapere, con le esperienze, le riflessioni, le attività che rendono speciale il tuo lavoro. Si tratta di decidere cosa mettere a patrimonio comune e cosa no. Per esempio, se tu fossi una fisioterapista, quale, fra i tanti ambiti in cui lavori, vuoi esprimere di più? La parte posturale? La parte riabilitativa? La parte femminile, pelvica oppure quella sportiva, mascolina? E, una volta stabilito che, per esempio, il mondo delle problematiche mandibolari è quello che proprio vuoi assolutamente condividere perché riconosci un’importanza centrale nella vita delle persone, che cosa, di tutto quello che puoi dire, vuoi davvero dire?

Come posso aiutare?

Una volta capito il tema, il contenuto, per scegliere il canale di comunicazione più idoneo a te, puoi chiederti come vuoi aiutare. E, nel come, c’è la centralità della tua futura decisione. Vuoi aiutare realizzando dei video registrati per spiegare come fare qualcosa? Vuoi aiutare dando le istruzioni, passo passo, scritte, per realizzare qualcosa? Pensi che il tuo aiuto sarebbe più incisivo se registrassi delle puntate di podcast, che le persone possono ascoltare mentre sono in viaggio o fanno sport?

Ovviamente tutto questo parte dalla consapevolezza del sentire di avere qualcosa di buono da dare e, se non senti ancora questo fondamentale elemento, ti consiglio di sperimentare questa risorsa.

Dove vuoi aiutare?

Di persona oppure online? E, se vuoi aiutare online, preferisci farlo in diretta o in differita? E, se in diretta, vuoi farlo con interazione o senza? Sì, lo so. Sono tantissime domande e altrettante decisioni però è davvero solo questo che fa la differenza fra una strategia sostenibile e di valore ed una che non porta alcun risultato.

Se pensi di non aver niente da dire, se non vuoi dire niente, se non porti l’attenzione verso gli altri e anche dentro i luoghi che contano in te, non c’è canale di comunicazione capace di garantirti risultati.

Abbi cura di te e dei tuoi clienti partendo da una scelta consapevole del canale di comunicazione per la tua divulgazione. Esatto, divulgazione, prima che promozione. Si tratta di farsi strumenti, di essere libro, di diventare opera d’arte creativa con un messaggio netto, evidente, profondo, comprensibile, utilizzabile per loro, i tuoi clienti.

E ricorda una cosa fondamentale: il medico di base non prescrive l’obbligo di comunicare. Puoi anche non farlo. L’importante è che tu sia consapevole del significato che ha per te non comunicare. L’importante è che tu sappia rispondere se ti chiedessi: che cosa provi non comunicando? Quando hai ottenuto risultati senza dire chi sei? Chi ti ha detto che non era importante il tuo pensiero o le tue competenze? Cosa potrebbe succedere, nella tua vita o alla tua persona, se non comunichi?

Un abbraccio,

Carolina

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