E’ notizia di questi giorni: circolano voci sulla possibile chiusura di Facebook ed Instagram in Europa a causa del conflitto di interessi connesso al GDPR. La privacy è il tasto dolente di Facebook. A ben vedere, impostando le inserzioni dal Business Manager, l’inserzionista piò scegliere persino il livello di reddito del suo pubblico negli USA. In Europa, le direttive sulla privacy sono molto rigorose e questo diventa un limite nel business. Facebook, ormai parte del mondo Meta insieme ad Instagram WhatsApp, Oculus e altri software, ha già operato scelte commerciali molto aggressive. Pensa, per esempio, all’algoritmo che premia solo gli investimenti economici e non la ricerca organica.

Facebook ci ha educato, nel corso degli anni, a considerarlo come l’esigenza prima del proprio business. Pensa a quanti operatori sanitari, olistici, del benessere privati si promuovono SOLO con il profilo personale Facebook. L’idea costante è quella che “basta Facebook“. Ma se Facebook non dovesse esserci più, se Instagram dovesse chiudere in Europa, cosa si fa?

Dal mio punto di vista, permettere ad una notizia del genere di uscire a mezzo stampa, dall’ANSA in poi, è un rischio grande per questo colosso perché le persone potrebbero iniziare a chiedersi: ha senso investire su Facebook se la sua permanenza è così a rischio? Alla gente non importa quanta strategia, quanta diplomazia, quante tattiche persuasive, quante minacce economiche stanno a monte di questa dichiarazione o illazione. La gente agisce sul percepito, sulla paura di perdere uno strumento di cui è dipendente e che racchiude la propria vita, ha uno spazio nella propria vita, esiste per controllare la vita e per ampliarla, nonostante tutto.

Non siamo più abituati a pensare ad un mondo senza Facebook anche se non lo utilizziamo. Anche se auspichiamo alla sua chiusura per motivi ideologici, sanitari, economici e relazionali. Facebook è entrato così tanto nel nostro quotidiano, come diario, come giornale, come cricca da comari sul balcone, come luogo di lavoro, che una vita senza è un’ansia concreta per tanti. Quindi, per quanto è molto probabile che tutte queste notizie altro non siano che una pressione politica per imporre la propria volontà economica ai Governi, proviamo ad immaginare un mondo senza Instagram e Facebook. Anzi, un’Europa senza Instagram e Facebook.

Perché il solo fatto di poterlo immaginare è esercitare il nostro diritto ad essere persone libere, professionisti liberi e consumatori liberi.

Come promuoversi senza Facebook ed Instagram

Chi è un professionista nel digital marketing lo sa alla perfezione: niente, di quello che sta su Facebook, appartiene di proprietà a chi ha un’attività economico al suo interno. Nel web, le uniche cose che sono di tue proprietà sono:

  • il dominio del tuo sito (se l’agenzia l’ha intestato a te, se lo hai intestato a te, se lo hai rinnovato)
  • il tuo spazio di hosting del sito
  • i back up dei contenuti
  • il tuo data base di contatti diretti
  • i bonifici in entrata
  • la registrazione del tuo marchio (se l’hai depositata)
  • i materiali cartacei di promozione
  • i bollettini postali precompilati a tuo nome
  • il tuo logo (se lo hai pagato con fattura)

Queste sono le cose che realmente ti appartengono nella promozione.

Tutto il resto appartiene a qualcun altro e, se questo qualcuno decidere di chiudere, ne ha diritto e tu perdi tutto.

Quindi, a livello di strumenti, quello che oggettivamente va implementato nella tua strategia di comunicazione, se non li hai e se basi tutto su Facebook ed Instagram, è questo:

  • sito web proprietario
  • lista mail proprietaria (newsletter, freebie, clienti, stakholder, partner)

Poi, può cascare il mondo ma tu, la tua promozione, la tua strategia di diffusione non crollate. Puoi aggiungere tutti gli strumenti che desideri ma queste sono e restano le basi imprescindibili.

Facebook è una dipendenza tanto per la persona quanto per il business. Uscire da questa dipendenza, anche senza il pericolo di chiusura, è un tuo diritto, per tutelare i tuoi interessi. Senza aspettare che sia Facebook a decidere quando crearti il vuoto. Senza farti abbindolare dalla promessa che Facebook è l’unico luogo dove trovi le persone giuste per il tuo business. Non è vero.

Le persone giuste per il tuo business sono ovunque, intorno a te.

Se le riesci ad intercettare e canalizzare nella relazione, tanto di guadagnato.

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