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Come fare per prendere la decisione giusta?

Una delle domande che più di frequente mi sono state poste è: “Come fare per prendere la decisione giusta?”. Indifferente che si tratti di vita privata o vita professionale, di business digitale o di idee ancora da costruire. Capire come avere la certezza di scegliere bene, di aver fatto la scelta giusta, è un bisogno umano che tocca chiunque, prima o poi. Anche io mi sono trovata più e più volta a confronto con questo dubbio sull’aver fatto o meno la scelta giusta, sulla correttezza delle mie riflessioni verso il prendere una decisione. E quello che ho capito è che servono quattro cose, per avere le giuste conferme rispetto al nuovo indirizzo da prendere.

Datti il tempo per Sentire

Prima di tutto, c’è il tempo per separare il grano dal miglio e cioè quello che davvero è importante da quello che potrebbe non esserlo fino in fondo. Si tratta di un processo attivo, all’interno del quale puoi mettere sul piatto tutto e, con i tuoi tempi, dare priorità, riconoscere importanza, forza, sostenibilità agli elementi che ora vedi. Si tratta di un tempo importante anche perché puoi fare ricerche, mettere in discussione gli assiomi su cui si fondano i tuoi presupposti per cercare conferme E smentite.

Servono entrambe perché in entrambi i casi puoi raccogliere dati, sensazioni, impressioni che nutrono le fondamenta della tua ispirazione. Riporta tutto a te, a quello che senti, a cosa dai importanza, a come reagisce il tuo corpo davanti a certe idee. Serve tempo per fare triage fra le cose che vuoi davvero e quelle che rispondono alle aspettative degli altri. Soprattutto è importante capire qual è il tuo tempo.

Trova dei punti base per decidere

E cioè, nel mare magnum di emozioni, opinioni, giudizi, trova quei tre elementi che non sono in discussione, che puoi dare per certi. Per me, per esempio, non è più in discussione il tempo di famiglia (sera e festivi per noi), le regole per i pagamenti (sempre anticipato), l’ambito in cui voglio lavorare (la crescita personale). Ora sto decidendo se aprire un punto vendita fisico con vetrina su strada e anche rispetto a questa decisione ho dei punti fermi: le spese generali devono essere sostenibili, i servizi pochi e comprensibili, i prezzi calibrati al territorio e non alle mode digitali dei maxi business online a vari zeri. L’indecisione è sul luogo di apertura, sul quando aprire e sull’effettiva utilità di un investimento del genere per sviluppare il mio business.

Avere dei punti fissi che ti rispecchiano ti permette di costruire tutte le successive scelte, una dopo l’altra, partendo da quello che veramente vuoi per te.

Switcha “fallimento” con “esperienza”

Anche allor quando tu dovessi commettere degli errori di valutazione, se resti nel circolo vizioso del “fallimento” l’unica conseguenza sarà la demoralizzazione e l’azzeramento delle risorse. Ricorda una cosa importante: dal 70% all’85% delle nuove startup fallisce entro i primi tre anni di vita. Questo per svariati motivi economici, relazionali e progettuali ma non significa che le persone coinvolte siano tutte dei “falliti”. Sono professionisti che hanno fatto esperienze e sono cresciuti attraversando le incertezze.

Libera professione e bisogno di certezze, scelta e bisogno di conferme sono due ambiti di crescita personale decisivi. Noi uniamo indissolubilmente il successo alla certezza ma il successo è un continuo fare esperienza e metterla a patrimonio, metterla in pratica, cambiare, evolvere. Il successo nasce dai fallimenti elaborati, dalle lezioni apprese, dall’apertura alla vita. Quello che dobbiamo chiederci è quanto siamo disposti ad incontrare i nostri limiti per raggiungere quello che per noi è successo. E non si tratta nemmeno, solo, di successo: si tratta di riconoscimento. Per questo abbiamo così bisogno di capire come fare per decidere al meglio, come prendere la decisione giusta, come avere la certezza di essere nel giusto. Perché vogliamo rassicurarci sulla nostra sopravvivenza, dentro la società e nella vita. Questo è un elemento personale, che può aprire porte pratiche significative.

Micro azioni e rischi calcolati

Quando si parla di cambiamento, si pensa a mastodontiche azioni che radono al suolo la vita di ora in favore di un nuovo presente. In realtà, cambiamento è un millimetro alla volta, una scelta alla volta. Serve vedere il super micro per arrivare al macro. Ogni singola azione ha un suo valore strategico. Per esempio, se stai decidendo se vale la pena seguire un’idea che avrebbe potuto avere mercato anni fa e ora non sei sicura avrebbe lo stesso effetto, trovare tutte le micro azioni che ti confermano o smentiscono questo pensiero ti aiuta a ponderare i rischi.

Un’azione micro potrebbe essere, per esempio, fare un giro su Amazon e vedere se ci sono persone che cercano quello che vorresti offrire. Cosa scrivono, cosa chiedono, che parole usano per recensire le cose che già esistono, quali aspettative non vengono colmate, quali bisogni emergono. Potresti dedicare un quaderno nel riportare, semplicemente, tutte le frasi delle persone, tutte le frasi che esprimono un bisogno non soddisfatto dal mercato. Potresti fare esperienza degli altrui prodotti come cliente e, intanto, lasciarti aperte le strade per l’innovazione. Se resti nel: “Lo hanno già fatto gli altri, non c’è mercato!“, chiediti che senso ha, per te, negarti esperienza. Cosa vuol dire, per te, accettare passivamente un dato di fatto. Cosa significa per te, subire la vita invece che portare il tuo cambiamento. E, se trovi la paura di esporti, la paura di essere veramente te perché temi che questo scompagini tutte le carte della tua vita, metti un punto di domanda alla fine delle tue certezze e prova a stare con il dubbio che quello che pensi sia esattamente la verità.

Come fare per prendere la decisione giusta?

La verità è che non esistono decisioni giuste perenni, in senso universale, univoche e rassicuranti fino alla tua morte. Esistono decisioni a tempo, che vanno bene fino a quando non fai uno step evolutivo ulteriore. Esistono decisioni che prendi perché hai il coraggio di seguire il tuo Sentire ed esistono decisioni che attivi per far contenti gli altri. Ci sono moltissime decisioni che hanno pesi variegati, alcune nulle altre vitali. La chiave è nel relativizzare e nel sapere che, anche se commetterai un errore di valutazione, il mondo non muore a causa tua, puoi correre ai ripari, puoi imparare, puoi attivare risorse e, addirittura, puoi migliorare il punto da cui si è creata la frattura.

Se fai fatica a sentire che hai potere nella tua vita, se avere autostima è ancora molto difficile per te, puoi accettare che in questo momento sei in questa fase di vita e va bene così. Ciò che conta è essere aderenti al tuo Sentire e lasciarti aperte le porte del possibile come condizione ineluttabile del vivere stesso.

Quando sentirai che il tuo momento è arrivato, lo capirai e agirai in un baleno, di conseguenza. E come prendere la decisione giusta sarà una consapevolezza leggera da perseguire.

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