carolina venturini e mercurio

Chi sono? Mi chiamo Carolina Venturini, di professione petloss coach iscritta al registro nazionale presso l’Associazione Italiana Coach & Arte con n. 1608. 

Sono laureata in lettere, ho un master in comunicazione digitale, uno in euro progettazione, uno in coaching ad ispirazione gestaltica

Ho iniziato un nuovo percorso di specializzazione nella mia scuola di coaching per laurearmi a dicembre del 2024 in coach senior.

Nella mia vita, ho seguito innumerevoli formazioni inerenti l’imprenditoria digitale, le start up, la creazione di valore, il fundraising. 

Ho vissuto percorsi di crescita personale individuali e di coppia, costellazioni familiari, coaching con il cavallo e tutto questo per trovare il mio posto nel mondo.

Avevo una sola grande paura. Quella della morte. Comico, non credi? 

Ebbene sì. Avevo paura del reggere la morte, dei funerali, del dolore nella separazione. Poi è arrivato Mercurio nella mia vita, il mio alaskan malamute di cui parlo ovunque, sempre, con orgoglio e gratitudine. E possessività. Perché sì. Mercurio era un alaskan malamute senza “peli sulla lingua” e se capiva che poteva metterti in difficoltà per farti crescere, lo faceva con la più gioiosa convinzione e divertimento. Decise di ammalarsi presto, a soli otto anni. E decise che mi voleva al suo fianco. Lo accompagnai sul Ponte con l’eutanasia e mi morì fra le mani. Lo accompagnai nel forno crematorio e portai a casa l’urna. Fui io a dismettere il microchip e a sbrigare le pratiche burocratiche dal veterinario e in comune. Fu un “battesimo del fuoco e, in quel fuoco, incontrando la mia più grande paura da vicino, scoprii che ero più forte di quello che pensavo e che la morte genera vita, crescita, potenzialità. Dipende solo dagli occhiali con cui si guardano le esperienze.


 Chi sono diventata dopo Mercurio? 

 

Sono la mamma umana di Mufasa, il mio gatto. Ho un marito, una casa vicino al bosco, nella campagna friulana e moltissime piante grasse, che fioriscono puntuali e generano in continuazione nuovi “figli”. Non ho figli, per scelta. Ogni volta che posso, aiuto, in silenzio, gli animali, nelle raccolte alimentali o con le coccole e le parole di incoraggiamento.

Ho creato questo progetto per mettere in circolo l’amore e la speranza e perché ho così tante cose da dare a chi sta soffrendo per la morte del proprio animale e per tutte quelle persone che hanno progetti da realizzare, che mi sembra il minimo aver creato un universo così ricco e variegato, a disposizione, in evoluzione, in crescita e connesso con le persone.


Eppure, chi sono veramente?

 

Penso la definizione più onesta sia: sono amore. L’ho scoperto grazie a Mercurio, il mio alaskan malamute (in foto) da cui è nato questo progetto che oggi porta l’amore dentro la tua vita, insieme alla voglia di vivere, sorridere, rinascere.

Sono anche cambiamento. Di idee, di tragitti, di sentimenti, di opinioni, di visioni, di gusti, di orizzonti. Cambiare, per me, è allargare lo sguardo, accorgendomi che esiste un mondo al di là di ciò che ho sempre creduto.

Sono resilienza. Quella che mi ha permesso di resistere in situazioni personali crude e difficili e che mi ha permesso di trasformare il lutto per Mercurio in un progetto professionale a disposizione degli altri.


Cos’è cambiato da prima, con Mercurio, ad ora?


Prima di certificarmi come coach ad ispirazione gestaltica, sono stata per dieci anni consulente d’azienda, responsabile della comunicazione, docente di comunicazione digitale per persone disoccupate o neo partite IVA provenienti dal mondo dipendente. 

La morte di Mercurio ha accellerato la voglia di cambiare lavoro e la mia resilienza mi ha permesso di attraversare il percorso che separa una professione avviata dall’iniziare da zero qualcosa di nuovo e diverso.

So che questa informazione potrebbe darti il permesso di giudicarmi e può far crollare la tua stima di me perché la consulenza d’azienda è lontana anni luce dal petloss coaching. 

Tuttavia, questa è la mia storia. La mia storia sono io. Anche volendo, non posso tornare sui miei passi, cambiare laurea, cambiare contratti accettati, clienti passati. 

Se questo ti disturba, grazie per aver letto fino a qui e va benissimo se le nostre strade si separano ora. 

Se, invece, cogli l’umanità e il diritto di perseguire la propria autorealizzazione persino tirando una linea netta sulla vita di “prima“, per costruire, accettando ogni rischio del caso, un nuovo vivere più in sintonia con valori, aspirazioni ed idee, allora abbiamo qualcosa in comune.

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