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Il cavallo: ragionamenti sul modello di business

Il mondo del cavallo è poliedrico. In continua crescita, garantisce lavoro ad un numero molto elevato di professionisti. La concorrenza tra centro equestre, ippico, maneggio, fattoria didattica, centro riabilitativo, centri veterinari specializzati, associazioni orientate agli interventi IAA, agriturismi con servizi equestri è imponente.

Molte sono le regioni italiane che si contendono primati statistici per numero di strutture e specializzazioni. Come in ogni ambiente collegato agli animali, la qualità, la competenza e la tutela del benessere animale variano su tutta la scala (dal nullo all’eccellenza) e fanno la differenza. Il consumatore moderno presta attenzione a elementi come l’igiene, la socialità, la serenità degli animali, la salute, la tutela della vita in generale.

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Il cavallo: i dati del settore equestre

Per quanto non sia facile trovare dati aggiornati sul mondo equestre in Italia, la più recente ricerca stima intorno ai 40.000 occupati legati al mondo del cavallo. Si tratta dell’indagine 2017 condotta da Confagricoltura Veneto e altri partner.

In questa ricerca vengono evidenziati alcuni dati interessanti rispetto al settore:

  • +45% di equidi presenti in Italia (grandissima diffusione)
  • l’agricoltura ha contribuito a riposizionare il cavallo nelle attività agrituristiche, ippoterapia, turismo equestre in generale
  • le politiche di salvaguardia delle razze tipiche di alcuni luoghi e delle culture locali ha permesso la crescita della popolazione degli equidi
  • l’indotto ippico occupa tra i 40.000 e i 50.000 professionisti di cui circa 10.000 sono stallieri e addetti all’allevamento
  • sono circa 3000 le aziende agricole che si occupano di allevamento del cavallo e altri equidi
  • l’equitazione negli agriturismi è salita dell’11%
  • circa 1500 sono i veterinari che si occupano prevalentemente di cavalli ed equidi

Gli altri occupati si suddividono tra centri di equitazione, maneggi e impianti sportivi, ippodromi, maniscalchi artigiani che si occupano della ferratura del cavallo, oltre ai lavoratori delle associazioni di allevatori impegnati ad assicurare la tutela e la conservazione della razza equina: controllori zootecnici, informatici, amministrativi, genetisti e tecnici di laboratorio, personale addetto ad altre attività.

Molto importante anche l’indotto che gira attorno all’universo sportivo. Oltre 100.000 gli atleti tesserati alla federazione italiana sport equestri (Fise); 28.600 i tesserati alla federazione italiana turismo equestre E Trec – Ante (Fitetrec – Ante), 480 fantini. In più ci sono allenatori, istruttori, giudici di gara e i lavoratori dell’indotto (vestiario, accessori cavallo, mezzi di trasporto).

Fonte: Storiedieccellenza.it

Andare a cavallo: ripensare il business model del centro equestre

Se questi erano i dati in crescita nel 2017 è ragionevole ipotizzare che la crescita sia ancora presente. Molte sono le attività innovative che stanno prendendo spazio nei media digitali. Gli interventi IAA (pet therapy), l’equitazione etica, il turismo equestre per esempio.

In ogni luogo puoi vivere esperienze sportive o turistiche con il cavallo. La veterinaria equestre sta diventando sempre più di nicchia e d’eccellenza. Emergere nella memoria dell’utente digitale significa trovare la chiave per risultare speciali, convenienti e professionali.

Differenziarsi è la parola chiave. Ma differenziarsi vuol dire ragionare sul proprio business plan e sul modello di business. Sulla base di quali elementi vuoi differenziarti nel tuo settore? La seconda parola chiave è esperienza.

Che esperienza vuoi far vivere al tuo cliente? Quali esperienze condividi con i tuoi animali? Come coltivi la comunicazione e la relazione con i tuoi animali e con i tuoi clienti? Che spazio dai al Ben-Essere della persona e dell’animale? Cosa vuoi che si portino a casa le persone che ti scelgono? Questo risultato come diventa offerta commerciale, promozione consapevole e programmazione sostenibile?

Il digitale nel mondo zootecnico e agricolo

In un mondo sempre più connesso, domotico, social, anche chi lavora a stretto contatto con la natura e gli animali deve entrare nel flusso della digitalizzazione. Questo perché i clienti arrivano grazie al web ma anche perché le attività che possono ampliare il proprio bacino di guadagni si possono nettamente sviluppare attraverso l’online, il commercio elettronico, al formazione a distanza, la vendita ovunque nel mondo. Presta attenzione a questo report pubblicato dall’Istat con dati 2020:

La dotazione di reti infrastrutturali e servizi di telecomunicazione (Information and Communication Technology – ICT), accompagnata dall’accesso alla rete internet ad alta velocità (banda larga), è ritenuta condizione essenziale per lo sviluppo delle aree rurali e, dunque, delle aziende zootecniche, in quanto capace di ridurre l’isolamento e migliorare la qualità della vita.

L’accesso a una connettività veloce e affidabile, la disponibilità di capitale umano in possesso delle competenze necessarie per usare strumenti tecnologici evoluti, la scelta del digitale come investimento necessario anche se costoso, sono elementi di innovazione per la competitività e la sostenibilità delle produzioni delle aziende zootecniche, che però soffrono ancora un forte divario digitale.

Ciononostante il miglioramento è netto rispetto a quanto rilevato dal Censimento generale dell’agricoltura del 2010 quando solo il 3,8% delle aziende agricole aveva avviato processi di digitalizzazione e l’1,2% navigava su Internet. Nel 2020, quasi una azienda su tre è dotata di personal computer, di una connessione e delle competenze digitali.

Nel complesso il 52,8% delle aziende zootecniche italiane ha dichiarato di utilizzare una connessione in banda larga. Tale proporzione cambia se si considerano dimensione aziendale e localizzazione geografica. La quota di aziende con più di 5 addetti collegate in rete raggiunge l’82,6% contro il 59,3% di quelle con 2-5 addetti e il 39,0% delle aziende con un addetto.

Fonte: Istat.it, Report Tecnologie aziende zootecniche 2020

I social nel mondo agricolo, equestre, zootecnico

Se avere accesso ad un personal computer, ad una banda larga e alle competenze digitali basiche per comunicare mediante il web sono importanti, i social sono cruciali per l’economia. Canali preferenziali di informazione, contatto, relazione, ispirazione e decisione, i social network diventano il cardine nella scelta degli utenti.

Il punto cruciale è: quanti centri equestri, agriturismi, fattorie didattiche etc. sono consapevoli di cosa vogliono i loro potenziali clienti e di come questi usano i social per effettuare acquisti?

Nonostante gli indubbi vantaggi economici procurati dagli strumenti e dai mezzi di comunicazione digitali, l’adozione di strategie online per aumentare la visibilità e promuovere i propri prodotti denota ancora un forte divario digitale. La presenza di siti web e profili aziendali sui social network interessa infatti soltanto il 16,1% delle aziende intervistate. Ancora una volta la dimensione aziendale svolge un ruolo cruciale: è presente online il 47,1% delle aziende zootecniche con più di 5 addetti, il 17,9% di quelle con 1-5 addetti e il 9,0% delle aziende con un solo addetto.


A livello territoriale, le aziende localizzate al Centro mostrano una propensione maggiore all’utilizzo dei siti web o dei social network (rispettivamente 19,2% e 5,9% posizionandosi sopra la media italiana (rispettivamente 12,5% e 3,6%) in tutte le classi di addetti.
Tra i servizi offerti sul sito aziendale o sui propri profili social al primo posto figurano la descrizione di prodotti o servizi e le informazioni sui prezzi (98,4% di aziende), seguono a grande distanza la vendita online (34,9%), le informazioni relative a qualità, sostenibilità e sicurezza dei prodotti (13,4%) e la tracciabilità degli ordini (11,6%).

Fonte: Istat.it, Report Tecnologie aziende zootecniche 2020

Cavalli ed opportunità di imprenditoria digitale

Tutti questi dati si possono riassumere in tre considerazioni importanti per chiunque decida di emergere, differenziarsi e creare maggiore valore per i propri clienti:

  1. CONCORRENZA: la concorrenza esiste, è tanta ma è mal piazzata online
  2. STRATEGIA: l’uso consapevole dei canali digitali avvicina l’impresa al cliente digitale e lo può intercettare nei luoghi che lui/lei visita per scegliere cosa acquistare come servizio/esperienza nella natura
  3. PROPOSTA DI VALORE: nel bel mezzo di tante identiche proposte “per andare a cavallo”, studiando le esigenze del mercato, le nuove sensibilità, le correnti di interesse, i trend moderni puoi attivare nuovi servizi di valore per i tuoi clienti, differenziandoti e diventando esperienza bella da condividere.

Ultima ma non meno importante considerazione: l’utente online vuole condividere sui social la sua vita. Garantire l’accesso alla rete WIFI, permettere le fotografie, rendersi disponibili nella condivisione sono tutte strategie a costi contenuti che facilitano e sorreggono il passaparola e lo sviluppo di user generated content cioè contenuti generati dagli utenti. Positivi. Buoni. Ottimali per te. Quelli che tu non paghi ma che ti fanno tanta pubblicità.

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