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Il burnout nei proprietari di animali d’affezione, che seguono animali nelle fasi terminali della loro vita, è un rischio concreto. Il burnout è un sovraccarico emotivo e fisico, all’interno del quale la persona si perde e si disperde. Si tratta di un’esperienza emotiva, ma anche di un cortocircuito nella gestione dei carichi di lavoro.

Accade quando il tuo animale d’affezione è fondamentale per te e non vuoi delegare niente della tua vita a nessuno. Così fai tutto tu. Ti occupi delle visite veterinarie, dei farmaci, della degenza, della parte infermieristica. Continui a lavorare e a seguire tutto il tuo mondo e non hai tempo per dormire bene, riposare, rallentare. Mangi male, non esprimi le tue emozioni, ti comprimi fino al limite. Talvolta, il burnout nei proprietari di animali accade perché le circostanze della malattia termianale dell’animale si sommano a situazioni private di vita familiare complessa. Quando, per esempio, ci sono altri malati da assistere, come familiari o amici. Oppure quando si vive, contemporaneamente, una separazione, un divorzio “fresco“, un lutto perinatale. Ecco allora che capire come proteggersi nel fine vita animale dal burnout diventa essenziale per potersi salvaguardare e, al contempo, mantener fede al proprio cuore.

Burnout ed emozioni non riconosciute: amare il proprio animale oltre il limite

Gli animali d’affezione sono membri della famiglia per moltissime persone. Colmano vuoti e assumono, su di sé, significati affettivi di rilevanza strategica nel’equilibrio di un individuo. L’amore per il proprio animale scavalca il contesto del sentimento e valica i confini del significato e questo vuol dire che più un animale significa per la persona, maggiori saranno gli sforzi che questa sarà disposta a sopportare e sostenere pur di garantire amore al proprio animale.

Tuttavia, nel fine vita, a volte le situazioni richiedono tempi rapidi di azione; a volte precipitano in un baleno. A volte non c’è il tempo oppure il tempo è infinitamente lungo anche se la diagnosi ha dato una “coperta corta” alla vita dell’animale. Il tempo e le emozioni entrano in disarmonia quando la persona, non abituata a sentirsi e a darsi il permesso di esprimere il proprio vissuto, passa oltre i segnali del corpo e del cuore e continua a depositare stanchezza su un corpo già stanco e su un’anima molto provata dalla sconfitta delle cure.

Come proteggersi dai rischi emotivi del fine vita animale

Se è impossibile proteggersi dalla perdita di un amore importante e dagli effetti della consapevolezza che il tempo a disposizione sta finendo, ci si può proteggere dal resto. Da tutto ciò che è superfluo, non utile, di contorno, di troppo. Come i giudizi degli altri, che vanno solo ad appesantire la testa. I sensi di colpa per non esserci stati negli ultimi momenti sono emozioni che fanno fatica ad andare via. Quindi, quando possibile, è consigliabile prendersi il tempo per definire e pianificare le azioni che noi, come persone, siamo chiamati a fare oggettivamente. Dai una priorità, dai un valore a tutto ciò e, se ti accorgi che qualcosa, nella tua routine, può essere demandato o sacrificato, lascia cadere l’incombenza.

Il coaching ad ispirazione gestaltica nel burnout del proprietario pet con animale nel fine vita

Quello che posso fare per te è aiutarti a lavorare sui tuoi confini personali affinché l’esperienza del fine vita non ti risucchi via. Attraversare il momento dell’ultimo saluto significa incontrare i propri “fantasmi nell’ombra“. L’addio definitivo è spesso associato alla paura dell’abbandono, alla perdita dell’amore cosmico, al vuoto familiare e questo perché l’animale raccoglie le proiezioni umane di famiglia, completezza, presenza e rende un prezioso servizio al nostro cuore, riempiendolo di momenti importanti.

Lavorare sui confini significa dare alle incombenze uno spazio e capire quali risorse hai a disposizione per tutelare il tuo spazio di individuo, nonostante tutto quello che si muove intorno a te.

Se pensi di averne necessità, puoi utilizzare questo canale per prenotare una prima call conoscitiva gratuita con me. Sarò lieta di ascoltare la tua esigenza e proproti un percorso per imparare a gestire il sovraccarico, la perdita di confini, la fatica nel delegare e, infine, la decisione di salutare il tuo Amato Animale Speciale.

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