Ho sempre pensato che “binomio“, in particolare quando si tratta della persona e dell’animale, significhi sostanzialmente essere in due. Come ho più volte scritto nel mio libro “Animali nel cuore“, la maggior parte delle scuole di pensiero parlano del binomio in senso unilaterale, cioè guardando solo e soltanto alle mancanze dell’animale e a come dovrebbe essere “risettato” il suo comportamento al fine di compiacere le richieste della persona. Anche quando si parla di approcci etici, cognitivo – comportamentali, sono poche le voci che evidenziano il ruolo attivo della persona nella costruzione di una relazione sana e soddisfacente con l’animale, partendo sia dal rispetto vicendevole, sia dall’umiltà del volersi guardare dentro, riconoscendo i propri comportamenti novici alla relazione.

Il valore del mettersi in gioco nella relazione con un animale

Mettere in gioco se stessi in una relazione con un animale può essere un’esperienza gratificante e profondamente significativa. Gli animali domestici sono capaci di offrirci amore incondizionato, supporto emotivo e compagnia. Tuttavia, ciò richiede anche un impegno da parte nostra per instaurare e mantenere una relazione sana e soddisfacente con il nostro amico a quattro zampe.

Per iniziare, è importante comprendere che gli animali hanno bisogni specifici e comportamenti naturali che devono essere rispettati. Prima di decidere di prendere un animale domestico, è fondamentale informarsi sulle necessità della specie e della razza scelta e assicurarsi di essere in grado di soddisfarle adeguatamente.

Una volta instaurata la relazione con il nostro animale, è fondamentale dedicargli tempo, attenzione e cura costante. Gli animali hanno bisogno di essere nutriti in modo appropriato, esercitati regolarmente e godere di buona salute fisica e mentale. Inoltre, è importante instaurare una relazione di fiducia e rispetto reciproco con il nostro animale, attraverso la comunicazione verbale e non verbale, la coerenza nei comportamenti e una gestione positiva delle interazioni.

Metterci in gioco nella relazione con un animale significa anche essere aperti alle sfide e alle responsabilità che essa comporta. Gli animali possono avere problemi comportamentali, problemi di salute o altri bisogni che richiedono un impegno costante da parte nostra. È importante essere pazienti, empatici e disposti a dedicare il tempo e le risorse necessarie per affrontare tali sfide e garantire il benessere del nostro amico peloso.

Infine, mettersi in gioco nella relazione con un animale significa essere consapevoli del potere trasformativo che essa può avere sulla nostra vita. Gli animali sono capaci di insegnarci importanti lezioni sulla compassione, sull’empatia e sull’amore incondizionato. Loro possono diventare parte integrante della nostra famiglia, portando gioia e felicità nelle nostre vite e offrendo un sostegno emotivo prezioso in momenti di difficoltà.

Mettersi in gioco nella relazione con un animale richiede impegno, dedizione e amore verso il nostro amico peloso. Tuttavia, i benefici di una relazione sana e soddisfacente con un animale sono inestimabili e possono arricchire profondamente la nostra vita.

I lati oscuri del carattere umano e dei modi umani, che influenzano il binomio e la relazione Persona/Animale

Quando si parla di binomio e di relazione Persona – Animale o del legame speciale con gli animali, la narrazione è spesso favolistica, romantica, meravigliosa. Nei dati di fatto, troviamo anche comportamenti negativi e nocivi come la violenza domestica contro gli animali nata da momenti di rabbia non gestita, frustrazione e, persino, dall’educazione ricevuta, dai credo personali che sostengono l’uso della prepotenza come metodo per “farsi intendere.

Portare la persona a riconoscere i suoi comportamenti tossici, negativi, esagerati significa aiutare la persona a rendersi conto del suo ruolo dentro il binomio. Per farlo, bisogna che la persona venga vista e riconosciuta, che abbia uno spazio perché altrimenti si parla solo dell’animale e di quanto sia incapace, cattivo, sbagliato. Queste stesse parole sono etichette che parlano molto della persona che le usa e molto meno dell’animale.

Il mio approccio al coaching mette la persona al centro del binomio, sia quando l’animale è in vita, sia quando è sul Ponte e mia responsbailità è aiutare le persone ad appropriarsi dei loro modi di comportarsi, delle loro bugie, delle loro aspirazioni che si frappongono fra loro e la relazione buona con l’animale. Non si tratta di etologia, di comportamentalismo o altro. Si tratta di onestà e di buon senso, si tratta di umiltà e voglia di rompere il ghiaccio della perfezione per trovare l’umanità.

Gli animali, per nostra fortuna, sanno amare e perdonare qualsiasi mancanza umana e ci insegnano il valore del qui e ora, l’importanza del restare nel presente e di guardare al buono anziché alle scriteriate assenze, alle scuse ingiustificate, alle superficialità che causano danni.

Le persone, grazie agli animali, possono sviluppare una grande crescita personale.

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