Chiamo Animal Coaching quella branca di attività di coaching che hanno come focus le persone con gli animali. Esistono diversi modi di lavorare con gli animali alla crescita personale dell’individuo o del gruppo. L’animal coaching che propongo mette al centro la persona e in riposo l’animale. Quest’ultimo non viene utilizzato come specchio. La persona, portando la sua domanda potenziante, riconosce le proprie proiezioni.

L’animal coaching aiuta la persona a far emergere, dallo sfondo dei suoi pensieri, i temi davvero importanti che le proiezioni con gli animali coprono.

Gli obiettivi dell’Animal Coaching senza l’uso degli animali in sessione

L’animal coaching ad indirizzo gestaltico che propongo ha come obiettivo il supporto della persona nel suo percorso di riappropriazione del potenziale nascosto da imperfezioni ed interferenze. Parte da quello che vive con il proprio animale o con gli animali altrui e arriva a sé, a quello che sente, prova, desidera, sceglie.

Il punto sono le modalità di stare in relazione, il sentire della persona, le emozioni e la capacità pratica di definire come attuare i cambiamenti concreti per raggiungere uno stare più sereno.

L’animale non si fa carico della persona. E’ la persona stessa che, da sola, fa esperienza di sé e pensa alla propria relazione e al proprio ruolo nel binomio con uno sguardo nuovo.

L’animal coaching è un’esperienza liberatoria, responsabilizzante e potenziante. Agisce sulle dinamiche interne della persona, sui suoi talenti, sul ruolo e sul confine nella relazione persona/animale.

I temi: Ruolo, Confine, Talento, Sentire

Nella relazione con un animale domestico la persona riveste diversi ruoli: è il suo tutore e curatore, per legge è il responsabile civile e penale del comportamento dell’animale stesso. Può essere l’allenatore, l’educatore, l’istruttore. Può essere il veterinario, il toelettatore e molte altre professioni ivi connesse.

Nell’ambito familiare, la persona può sentirsi anche “madre” o “padre“, “nonna/o” pur restando sempre nel ruolo di colui che ne detiene il possesso e la legittimità. Per anni ci si è riferito alla detenzione di animali come al possesso (padrone) e i ruoli correlati evocano una dominanza gerarchica di potere fra l’umano (superiore) e l’animale (inferiore).

La confusione emotiva, i diversi gradi di percezione, il sentire mescolato alle aspettative, le prerogative, i pregiudizi e le pretese creano conflittualità e discrepante nell’esperienza con l’animale.

L’animale, poi, come accade con i bambini, può essere utilizzato come mezzo, come strumento da mette in mezzo alle relazioni, per non affrontare i conflitto rilevanti nella propria vita, come via per eludere decisioni o rimandare prese di posizioni. Attraverso l’animale, la persona fa esperienza di potere, dono, intimità, impegno: tutti elementi che rappresentano qualcosa di delicato, talvolta spaventoso, per la persona.

L’animale è al confine fra uno stato fisico ed emotivo diverso da quello vissuto e sperimentato dalla persona. Ma l’animale è solo un animale. La persona attraversa la linea di confine fra le diversità. Crea sovrapposizioni di confini fra l’umano e l’animale andando poi a sperimentare la fatica di uno stare insieme.

Interferenze ed imperfezioni

Nella relazione con un animale, le interferenze sono tutte quelle dinamiche, quelle parole, quelle aspettative che minano la serenità dello stare insieme, le scelte e la convinzione di bontà, giustizia, correttezza.

Le imperfezioni, invece, sono tutti quegli imprevisti e quei comportamenti che vengono vissuti come sbavatura nel momento quasi perfetto, nel risultato quasi massimo, nella salute quasi al top.

La vita, la malattia, il lutto e il post lutto sono caratterizzati da tanti momenti con interferenze ed imperfezioni. Come la persona si confronta con tutto ciò che non va secondo le sue regole, i suoi canoni fa la differenza.

Il metodo della Gestalt nell’animal coaching

L’animal coaching ad indirizzo gestaltico è un’esperienza di crescita personale liberatoria.

La persona si libera dalla confusione, l’animale viene liberato dalle proiezioni.

La persona si prende cura di sé, delle aspettative, dei bisogni partendo dal sentire fino alle emozioni per raggiungere le azioni che è in grado di fare per cambiare quello che è in suo potere cambiare e che si sente pronta a trasformare.

Che si tratti di professionista, di proprietaria, di affidataria di animale a tempo determinato, la persona può esprimere le sue parole e dire le sue emozioni senza doversi vergognare di nulla, con la certezza di accoglienza, rispetto, facilitazione. Sarà lei a trovare, dentro di sé, le risorse. L’attività dell’animal coach guida attraverso le stanze dell’esperienza fino all’accompagnamento concreto nella definizione del piano di azione con il tuo animale.

La nuova forma del binomio Persona/Animale

Il binomio, dopo un percorso di animal coaching, ne esce trasformato perché le modalità di relazione della persona vengono modificate. Si lavora sulla superfice del qui e ora. La persona accede a consapevolezze profonde che le permettono di cambiare gli occhiali attraverso cui guarda il suo mondo e il suo animale.

La persona si fa carico di sé.

L’animale, finalmente, esce dal ruolo di aiutante e lavoratore in nome e per conto della persona. L’animale viene ricollocato nel suo habitat di animale a livello sensoriale, significante, emotivo, emozionale.

La persona fa nuova esperienza di amore, legame, relazione accedendo al suo proprio potenziale. Riconoscendosi di avere un potenziale che può includere nella relazione con l’animale, si permette di portare qualcosa di valore nella relazione: sé stessa.

L’animale attende questo: la parte più autentica della persona.

Quello che viene dopo, la profondità dello stare insieme, la gioia nell’incontro è tutto un divenire scritto con l’inchiostro dell’amore per sempre. Un amore vero e potente.

Ti potrebbero interessare anche